Aborto spontaneo:

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Dagli Stati Uniti nuova combinazione di farmaci per offrire cure più efficaci

Ogni anno in Italia quasi 80.000 donne vivono la tragica esperienza dell'aborto spontaneo. Negli Stati Uniti sono addirittura oltre 1 milione. Quando il corpo non espelle il tessuto della gravidanza da solo, le donne devono sottoporsi a una procedura chirurgica invasiva o assumere il misoprostolo, che tuttavia non è sempre efficace.

“Anche se raramente discusso apertamente, l'aborto è la complicanza più comune della gravidanza” dichiara Courtney A. Schreiber, docente di Ginecologia e Ostetricia presso L'Università della Pennsylvania. “Come medici, dobbiamo fare di meglio per le pazienti per le quali il misoprostolo non ha alcun effetto, e il nostro nuovo studio dimostra che combinando il mifepristone con il misoprostolo, possiamo raggiungere importanti risultati".

Nello studio, a 300 donne a cui era stata diagnosticata una perdita precoce in gravidanza - descritta come un aborto spontaneo nel primo trimestre – sono stati somministrati 800 microgrammi standard di misoprostolo per via vaginale. Alla metà del campione preso in esame, è stata somministrata un pretrattamento con una pillola da 200 mg di mifepristone, che prepara l'utero a rispondere all'effetto induttore della contrazione del misoprostolo.

I ricercatori hanno scoperto che, nel complesso, il 91,2% delle donne che hanno ricevuto il pretrattamento ha manifestato l'espulsione del sacco gestazionale . Per l’83,8% ciò è avvenuto alla prima visita di controllo, che si è verificata in media due giorni dopo il trattamento. Il misoprostolo da solo era efficace solo il 75,8% delle volte, con solo il 67,1% delle pazienti che completava l’espulsione del sacco gestazionale alla prima visita di controllo.

Oltre a ciò, dallo studio emerge che le pazienti assegnate al gruppo a cui è stato somministrato sia il mifepristone che il misoprostolo, ad esempio, avevano una probabilità molto inferiore (8,8%) di necessitare di un intervento chirurgico entro il 30 ° giorno, rispetto al 23,5% per il gruppo trattato con solo il misoprostololo.

"Un'assistenza di alta qualità per le donne che soffrono di aborto non solo migliora gli esiti fisici” Conclude Schreiber, “ma aiuta ad alleviare lo stress psicosociale che può accompagnare la perdita di una gravidanza”.

 

Secondo uno studio pubblicato lo scorso gennaio dalla rivista MedLink Neurology, gli anticoncezionali, in particolare quelli a somministrazione orale (la pillola), possono costituire un fattore di rischio per l'ictus ischemico, benché molto ridotto nei soggetti che non presentato alcun tipo di predisposizione verso questa grave condizione patologica. Ad affermarlo sono i neurologi Sarkis Morales-Vidal, professore associato, e José Biller, professore e presidente del dipartimento di Neurologia della Chicago Stritch School of Medicine della Loyola University. I due studiosi sottolineano che l’uso degli anticoncezionali non rappresenta tuttavia un fattore di rischio per gli ictus emoraggici, causati dalla rottura di uno o più vasi sanguigni presenti nell'encefalo.

La correlazione, invece, tra i contraccettivi e gli ictus ischemici sta nelle conseguenze che i primi comportano in maniera diretta, cioè l’aumento della pressione sanguigna e l’ipercoagulabilità del sangue.  

“Il farmaco ideale risulta quello contenente le dosi più basse di estrogeni e progestinici, che sono efficaci nel prevenire la gravidanza riducendo al minimo gli effetti collaterali" affermano i Drs. Morales e Biller . 

Per le giovani donne sane senza fattori di rischio, in caso di utilizzo di contraccettivi orali, la probabilità che si presenti un ictus ischemico appare molto ridotta.

"Tuttavia", continuano i dottori, "nelle donne che presentano fattori predisponenti, il rischio di ictus risulta più alto e, nella maggior parte dei casi, l'uso di contraccettivi orali dovrebbe essere scoraggiato". Tali fattori di rischio includono l'ipertensione, il fumo di sigaretta e l'emicrania, in particolare quella che si accompagna a disturbi sensoriali noti come “aura” (lampi di luce che appaiono nel campo visivo e sensazione di formicolio alle mani o al viso). 

Uno studio precedente ha rilevato che, tra le donne con uno o più fattori di rischio di ictus, un’alta percentuale delle pazienti non ha seguito il consiglio del medico di non assumere contraccettivi orali, mentre altre hanno dichiarato di non aver mai ricevuto indicazioni in merito. Questi risultati evidenziano la necessità di migliorare la consulenza del medico e il rapporto di fiducia instaurato tra medico e paziente.

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